I 7 suoni sacri per un viaggio sonoro nello yoga
Lo yoga non si pratica solo attraverso le posture (asana) o la respirazione (pranayama). Esiste anche una dimensione più sottile e vibratoria di questa disciplina: lo yoga del suono. Chiamato talvolta Nada Yoga, si basa sulle vibrazioni sonore per equilibrare l’energia, calmare la mente e creare uno stato meditativo profondo.
Al centro di questa pratica ci sono i 7 suoni sacri, ciascuno collegato a un chakra, cioè un centro energetico principale del corpo. Questi suoni sono vere chiavi di trasformazione interiore: aiutano a armonizzare corpo e mente, a liberare le emozioni e ad aprire la coscienza.
Per accompagnare il tuo viaggio sonoro, alcuni strumenti possono amplificare l’esperienza. Le campane tibetane o le campane rituali, per esempio, permettono di prolungare la vibrazione e creare uno spazio sonoro avvolgente. Su Mahola Yoga, puoi trovare strumenti perfettamente adatti: il bol chantant medium da 12 cm, ideale per iniziare o completare la tua pratica, e la campana Pooja, che aggiunge una dimensione rituale e meditativa alle tue sessioni.
Perché i suoni sono così importanti nello yoga?
Nella filosofia yogica, il suono è considerato un’energia fondamentale, all’origine di tutta la creazione. Le vibrazioni sonore influenzano non solo il nostro stato mentale ma anche quello fisico: possono calmare il sistema nervoso, rilassare le tensioni, ridurre lo stress e favorire la concentrazione.
Ripetere un mantra o un suono sacro, sia a voce alta, sussurrando o interiormente, permette di canalizzare la mente. Diventa un punto di ancoraggio, come il respiro o una postura, che aiuta a entrare in uno stato meditativo più stabile.
Ecco i 7 suoni sacri più spesso associati ai chakra nella pratica dello yoga:
1. LAM – Chakra radice (Muladhara)
Questo suono, grave e profondo, è legato alla stabilità, all’ancoraggio e alla sicurezza interiore. Cantare LAM aiuta a sentirsi più radicati e sicuri nella vita quotidiana.
2. VAM – Chakra sacrale (Svadhisthana)
Situato nella parte bassa dell’addome, questo chakra è associato alle emozioni, alla creatività e alle relazioni. La vibrazione di VAM favorisce fluidità, apertura e lasciar andare.
3. RAM – Chakra del plesso solare (Manipura)
Questo centro energetico, legato alla volontà e alla vitalità, si trova nella zona dell’addome. Il suono RAM stimola la fiducia in sé, la motivazione e la forza interiore.
4. YAM – Chakra del cuore (Anahata)
Al centro del petto, il chakra del cuore è quello dell’amore, della compassione e dell’equilibrio. Il suono YAM apre alla benevolenza, alla pace interiore e all’armonia con gli altri.
5. HAM – Chakra della gola (Vishuddha)
Legato alla comunicazione e all’espressione personale, questo chakra si trova nella gola. Cantare HAM libera la voce, facilita il parlare e incoraggia l’autenticità.
6. OM – Chakra del terzo occhio (Ajna)
Probabilmente il suono più conosciuto nello yoga, OM è associato all’intuizione, alla saggezza e alla chiarezza mentale. Aiuta a connettersi con il proprio spirito interiore e a sviluppare una visione più giusta di sé e del mondo.
7. Silenzio – Chakra coronale (Sahasrara)
In cima al cranio, il chakra coronale è collegato alla spiritualità e alla coscienza universale. Qui non si tratta propriamente di un suono, ma del silenzio interiore dopo le vibrazioni. Questo silenzio è considerato il suono sottile dell’unità e della connessione con il tutto.
Come praticare i 7 suoni sacri?
Systemati comodamente, seduto a gambe incrociate o su una sedia, con la schiena dritta.
Chiudi gli occhi e inizia respirando profondamente per qualche istante.
Canta ogni suono associandolo al chakra corrispondente. L’ideale è iniziare dal chakra radice (LAM) e risalire progressivamente fino al chakra coronale.
Senti le vibrazioni nella zona del corpo collegata a ogni chakra.
Dopo aver cantato i 6 suoni, lascia spazio al silenzio. Osserva semplicemente le sensazioni, senza cercare di analizzarle.
Un viaggio sonoro accessibile a tutti
La pratica dei 7 suoni sacri non richiede alcuna esperienza nel canto o nello yoga. Ciò che conta non è la precisione musicale, ma la vibrazione interiore e l’intenzione che si mette.
Integrandoli in una sessione di yoga, in una meditazione o semplicemente in un momento di calma della giornata, questi suoni diventano uno strumento potente per riequilibrare le energie, calmare la mente e riconnettersi con se stessi.
Anche solo pochi minuti bastano per sentire un sollievo e una maggiore chiarezza interiore.
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