Come prendersi cura del proprio tappetino da yoga

Come prendersi cura del proprio tappetino da yoga

Oggi diamo la parola a Priti, insegnante di yoga tradizionale indiano. Originaria dell’India, è cresciuta con i tappetini da yoga in cotone e li considera veri compagni di viaggio. In questa testimonianza, condivide con noi i suoi rituali e consigli per prendersene cura, stagione dopo stagione.

Priti:

"Pratico yoga da quando ero piccolissima. In India abbiamo sempre usato tappetini in cotone. Sono compagni di viaggio: li pieghiamo, li portiamo ovunque, ci sostengono nelle posizioni, assorbono la nostra energia… e col tempo raccolgono un po’ della nostra storia. Per me, prendersene cura è come coltivare una relazione: serve attenzione, dolcezza e un po’ di esperienza.

Ho notato che il mio tappetino cambia con le stagioni, proprio come me. In primavera, per esempio, dopo i mesi freddi, le mie mani sono più secche e l’aderenza può essere un po’ meno efficace all’inizio. In quei momenti ho un piccolo rituale: spruzzo leggermente mani e piedi con acqua o idrolato di rosa prima di iniziare. Il cotone ama un po’ di umidità, diventa subito più aderente.

In estate è diverso. Il caldo e il sudore danno naturalmente più grip, ma possono anche affaticare le tinture naturali. Evito sempre di lasciare il tappetino al sole diretto e lo faccio asciugare all’ombra dopo le sessioni, per preservare i bei colori e l’energia delle piante che lo hanno tinto.

L’autunno è una stagione più tranquilla per il mio tappetino come per me. Pratico con più calma, pulisco meno spesso, solo quando necessario. In inverno, invece, faccio attenzione a conservarlo in un luogo asciutto e temperato, perché l’umidità potrebbe irrigidirlo. E se all’inizio manca un po’ di aderenza, riprendo il mio spray d’acqua… funziona sempre.

Con gli anni ho imparato due piccoli trucchi che do sempre ai miei allievi. Il primo è avere a portata di mano uno spray disinfettante. È un prodotto semplice, che si può anche fare da sé, ma mantiene il tappetino fresco tra un lavaggio e l’altro, soprattutto se si pratica spesso.

Il secondo è la mia piccola bottiglia di lattice naturale. Questo prodotto lo uso prima di tutto sotto il tappetino, per farlo aderire perfettamente al pavimento. Ma è anche molto utile su alcuni modelli, come il YAMA, per mantenere il grip sulla parte superiore nella zona del tessuto fishnet. Ecco il mio piccolo segreto da insegnante: si può applicare anche su altre zone, per esempio su un SURYA PRO, per aumentare l’aderenza se necessario. Lo consiglio spesso a chi è di statura piccola e usa il YAMA e non riesce sempre a sfruttare appieno le due zone ultra-aderenti previste. Qualche pennellata e tutto diventa più stabile.

In fondo, prendersi cura del proprio tappetino è già una pratica di yoga. È un gesto di rispetto, per l’oggetto, per sé stessi e per tutto il lavoro artigianale che ha permesso di crearlo. Un tappetino ben curato può durare anni, e più invecchia con te, più diventa unico."

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Attraverso le sue parole, Priti ci ricorda che prendersi cura del proprio tappetino in cotone va ben oltre un semplice gesto pratico: è un segno di rispetto verso sé stessi, il proprio materiale e la maestria artigianale che gli dà vita. Un richiamo ispirante per prolungare la durata dei nostri tappetini… e la bellezza della nostra pratica.

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